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In Giulio, il pensare e le mani si fanno arte.Con i suoi corpi elabora il dominio del metallo, ma non solo. Giulio, non nel suo sapere è, ma prevalentemente è nel suo non sapere. Giulio se avesse assoluta coscienza della sua arte direbbe: IO SONO CIO’ CHE NON SO.
Giulio vede l’idea comune dei pensieri e dei corpi come “prodotti” del pensare. Nell’univoca rappresentazione dei corpi, come da sistema, solo in due significati fondamentali Giulio pone in relazione tutto e tutto avviene. Le opere di Giulio si possono leggere solo con l’anima, e senza non rappresenterebbero null’altro se non dei semplici, dimenticati mestieri, e non solo io sarei un parolaio, ma lui stesso sarebbe un mero mestierante dell’arte.I mestieri, quelli riguardanti la storia, la storia della ruralità, la storia degli umili, preesiste in forma indipendente da Giulio che li ha pensati in forma d’arte e non saranno mai solo mestieri ideologici, ma veri, originali, mitici quanto assoluti e in gran parte sconosciuti.Giulio non li ha solo pensati, li ha amati e li ama come ama sé stesso.
Attraverso l’operato di Giulio in Giulio, attraverso i suoi corpi, viene alla luce l’inconscio e non esiste la possibilità da parte della coscienza di dividere quell’Assoluto che lui non conosce, ma che attraverso la luce dell’anima è in ciò che i suoi corpi rappresentano.Di Giulio e dei suoi corpi si può dire che riproducono il suo centro, il suo profondo, l’incoscienza, le relazioni, la gioia, la lussuria, l’inconsapevole, sofferente crisi spirituale.Le posizioni, le direzioni, le appartenenze sottili delle singole parti dei corpi, spirali e paralleli, progressivi, apparentemente immobili, nella dinamica danza non degli opposti, ma delle valenze, manifestano anima per chi possiede occhi.
Rappresentazioni metalliche? Si, ma solo per chi non legge con l’anima. Rappresentazioni dei mestieri? Si, ma i più antichi del mondo che solo nell’apparire sono dualità: in sostanza fanno corpo, fanno vita, fanno arte, fanno, fanno, altroché se fanno, fanno con arte quell’antico che è dello Spirito in divenire, anche nell’arte.In Giulio l’arte è tutto e tutto diviene.
Alberto Monticelli |
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